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Gli abiti sono un messaggio da indossare

Se una donna è malvestita si nota l’abito. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna.

Il vocabolario della moda, o glossario del corpo come lo definiva Goffman, parla di noi agli altri

Per uscire con gli amici, per un incontro di lavoro, per un evento e persino per fare sport, per andare in palestra o passaggio con il cane, scegliamo attentamente gli abiti da indossare per segnalare la nostra identità agli altri e fornire sufficienti informazioni per farci conoscere e riconoscere.

Naturalmente osserviamo attentamente gli altri per acquisire notizie dal loro aspetto esteriore.

La moda è quindi un linguaggio

Come scrive Roland Barthes, “il vestito è il momento in cui il corpo diventa significativo” e lancia messaggi.

Abiti e accessori rafforzano l’efficacia della comunicazione, aiutano a raggiungere l’effetto voluto e, se scelti abilmente, hanno la capacità di influenzare persone e situazioni.

Quante volte vi siete fatti una idea degli altri in base all’abbigliamento?

Direi spesso, per non dire sempre.

Abiti e accessori dialogano di noi con gli altri.

Sono come una seconda pelle, un io-pelle (una pelle mentale) che contiene tutte le nostre parti buone, una interfaccia con gli altri e una barriera di difesa.

Le prime impressioni fornite dall’abbigliamento costituiscono una preparazione cognitiva per ulteriori attività di decisione e di comportamento.

Possiamo, ad esempio, decidere di avvicinarsi ad una persona sconosciuta a una festa e iniziare una conversazione soltanto perché i suoi abiti ce la fanno percepire come simpatica e simile a noi.

Spesso siamo inconsapevoli del legame tra le prime impressioni e il comportamento successivo, e di quanto ciò che percepiamo nei primi momenti di una relazione, di qualsiasi tipo, contribuisca ad influire anche sulla reputazione delle persone.

Il linguaggio della moda ci trasmette quindi molte informazioni prima di conoscere le persone, ricordiamolo, soprattutto in ambito lavorativo.

Gli abiti sono il primo messaggio, prima ancora che ti sentano parlare!

La nostra, lo sappiamo, è la società dell’apparenza, del look, della superficialità e, concedetemelo, della maleducazione.

Ma non dobbiamo farci distrarre da ciò, anzi ricordiamoci che solo le persone educate sono una continua meraviglia.

Perché le persone educate sanno essere serie senza perdere il sorriso, mostrandosi sempre gentili e affabili, sono creative ma non bizzarre, innovative ma non stravaganti, pazienti ma non vittime.

E sanno apprezzare l’importanza dei dettagli, dei particolari che fanno la differenza.

Fedor Dostoevskij diceva che “le piccole cose hanno la loro importanza. È sempre per le piccole cose che ci si perde”.

Solo le buone maniere ci aiutano a non trascurare quelle piccole attenzioni che, una dopo l’altra, ci porteranno lontano, a quel traguardo di eleganza che ci siamo posti.

Se l’abbigliamento è un linguaggio deve pure avere, come gli altri linguaggi, un vocabolario e una grammatica.

Sei un uomo e vuoi approfondire lo stile e la moda maschile? Leggi qui.