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L’Arte del Niksen

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Ora si vive costantemente in modalità “on”. Ma cosa comporta ciò?

Ansia latente, insonnia che fa capolino all’alba, senso di colpa che si insinua ogni volta che proviamo a fermarci e premere il tasto pausa.

Siamo stati educati a produrre, a fare, a concederci il riposo solo quando è strettamente necessario; ma è giusto farlo?

Secondo la filosofia olandese del Niksen, il non fare nulla è un’arte da coltivare con amore, senza farsi scrupolo e senza dirsi che, se ci si ferma per oziare, si è egoisti o sbagliati.

Il suo invito è solo e soltanto all’essere e allo stare, senza forzature, senza agenda.

La prima lezione da portarsi a casa e interiorizzare? Ricordare che il tempo non è denaro: il tempo è.

Cos’è esattamente il Niksen?

“Non è meditazione né mindfulness, ma uno stato di riposo quieto e aperto, in cui si persegue nessun obiettivo se non quello di essere nel momento presente.”

Questa filosofia ci insegna a tollerare il vuoto — aspetto non semplice né scontato nella nostra società di iper‑stimoli — e a disconnetterci da quella voce interiore che ci impone di essere sempre e comunque produttivi, efficienti e risolutivi.

Come metterlo in pratica?

Guardando il cielo al tramonto, ascoltando il suono del vento tra le foglie, stando seduti in veranda con lo sguardo perso nel nulla.

All’inizio questo stato di inattività può far paura e creare agitazione, dando la sensazione di perdere tempo. Con la pratica e un pizzico di pazienza si impara a gustare quel silenzio interiore e a percepirne gli effetti benefici: più creatività, meno stress, maggiore lucidità, più empatia e maggiore capacità di ascolto.

Il Niksen, ossia la voce del verbo “rallentare”, è un potente antidoto contro il burnout — l’esaurimento psicofisico dovuto al sovraccarico di impegni e lavoro.

“Quando ci concediamo di non fare nulla, il sistema nervoso si riequilibra, la mente si rigenera, i muscoli si sciolgono e le emozioni si distendono. Questo spazio che inizialmente possiamo considerare ‘inutile’ è in realtà un nutrimento profondo per il benessere psico‑fisico.”

Alcuni studi affermano che il Niksen attiva le aree del cervello coinvolte nei processi creativi e nella memoria autobiografica.

Cinque esercizi per staccare davvero

Puoi iniziare durante le ferie, momento in cui i ritmi sono più lenti…

  1. Siediti sotto un albero e guarda le nuvole
    Niente musica, niente telefono. Osserva il cielo che cambia e lascia andare liberamente i pensieri.
  2. Ascolta i suoni della natura
    Il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, il rumore della pioggia. Allena l’udito e scopri gli elementi naturali attorno a te.
  3. Prenditi dieci minuti al giorno per non pianificare
    Né il pranzo né la prossima e‑mail, né la borsa della palestra: solo tempo vuoto da non riempire.
  4. Riscopri la meraviglia dell’ozio
    Sdraiati in un luogo comodo — in veranda, sul prato o su una panchina: occhi aperti o socchiusi, mente libera, corpo morbido. Respira.
  5. Disconnettiti
    Silenzia le notifiche, metti il cellulare in modalità offline, sperimenta un breve digital detox, anche solo per mezza giornata.

“Il Niksen diventa una forma di reset, di rigenerazione psichica. Non si tratta di abbandonare la vita attiva, ma di coltivare un nuovo equilibrio tra il fare e l’essere; il primo passo è concedersi il permesso di fermarsi, scoprendo l’effetto che fa.”

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